Elezioni Europee 2024

Eccomi! 🌹

Sarò candidata alle Elezioni Europee dell’8-9 giugno per il Partito Democratico, nella circoscrizione Nord Ovest (Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria). 

Una sfida importante, difficile,  da affrontare con grande forza: quella che ci vuole per un’Europa che affronti e risolva le emergenze del lavoro, dell’ambiente, dei diritti: che governi le sfide del futuro, dalla tecnologia all’informazione. E che lavori per la pace, nel continente e ai suoi confini.

Per questo dico #riscriviamolEuropa!

Scrivimi: donatella.alfonso@gmail.com

Articoli in primo piano

Aree interne: No al deserto, Sì al futuro!

Le aree interne e la montagna combattono una battaglia su più fronti: lo spopolamento dovuto alla mancanza di collegamenti, dalle strade alle reti internet veloci, con i servizi che si fanno rari, dalle banche alle scuole. E poi il dissesto idrogeologico, uno dei grandi mali di un’Italia che troppo spesso si è dimenticata della sua fragilità. Da questa fragilità può nascere una ricchezza: l’Europa ha fondi e soprattutto strumenti per riportare vita alla montagna.

Le tre sfide per la portualità ligure

Il sistema portuale ligure – con gli scali di Genova, Savona-Vado e La Spezia – è fondamentale per l’intero Nord Ovest e, di fatto, per l’Italia. Tre le grandi sfide, in rapporto all’Europa: una crescita armonica della compatibilità ambientale, puntando sulla sfida green delle lavorazioni sui moli. Un piano di logistica integrata con le aree di retroporto, che diventi modello per l’intero sistema portuale europeo. E, di fronte alle nuove sfide, garanzie e tutele per il lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici dei porti europei.

Stage e formazione: se è lavoro, si paga

Il lavoro si paga, e si paga il giusto. L’Italia non ha aderito finora all’intesa sul salario minimo, e la Commissione Europea è sorda alla proposta di un salario minimo di formazione, proposto dall’Europarlamento. Ma gli stage, se sono lavoro, vanno retribuiti: e l’Europa deve dare linee chiare e nette a tutti i paesi membri. Italia compresa.

Decreto sicurezza, l’ignobile inganno della paura

Tre anni fa – solo tre anni fa! – nel dicembre 2015 abbiamo presentato a Palazzo Spinola la prima edizione di “Al di qua del mare”, il libro che io insieme alle brave e giovani croniste di Repubblica Giulia Destefanis, Valentina Evelli ed Erica Manna, abbiamo scritto raccontando quella che si chiamava emergenza immigrazione, dopo l’estate della frontiera chiusa a Ventimiglia e dei migranti accampati sulla scogliera dei Balzi Rossi.

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Sì, è l’ora. Di ritrovare fiato e parole

Sta finendo un agosto che non dimenticheremo, noi a Genova in modo particolare, quello che ti stringe il cuore e lo stomaco. Il crollo del Ponte Morandi ci ha cambiato la vita, le emozioni, i ricordi: noi fortunati perchè non ci siamo passati sopra quella mattina, noi orfani della certezza dell’ultimo chilometro verso il casello che ti faceva dire “dai che siamo quasi a casa”, ma soprattutto privati di un segno talmente forte della geografia urbana e sentimentale, del vivere quotidiano che sappiamo bene che nulla sarà più uguale: perchè quel crollo ci ha tolto l’ultima innocenza, quella di sentirci sicuri nelle strade della nostra città, quelle di sempre. Anche queste, adesso, non ci sono più.

Così come non ci sono più le certezze che ci dava l’idea di vivere in uno stato di diritto, quello che sa essere punto di riferimento: abbiamo dovuto assistere, per vantarsi poi di avere tre milioni di like sui social, a chi vuole contrapporre il dolore delle vittime e degli sfollati di Genova al dolore dei poveretti eritrei, somali e siriani (tutte persone provenienti da paesi per i quali è già automatico il diritto d’asilo perchè teatro di guerre o di dittature) che sono stati tenuti ostaggio di un governo, su una nave italiana, una nave di quella sacrosanta Guardia Costiera che in questi anni abbiamo apprezzato, conosciuto, ringraziato anche.

E non abbiamo più – o abbiamo rischiato di non avere – neanche la certezza di sapere di stare dalla parte del giusto, dell’etica, della sensibilità, ma soprattutto della giustizia e del diritto perchè i cosiddetti valori non negoziabili – per me e per tanti, mi auguro ancora – sono diventati oggetto di derisione, chi è solidale è un idiota buonista, peggio ancora un radical chic con le ville e gli yacht. Un nemico.
Però è finita, e non solo per me, anche la stagione dello stare zitti, con questo agosto terribile. Quella del trovarsi forzatamente in difesa, attenti a schivare il prossimo colpo. I valori non negoziabili esistono, e sono quelli del rispetto, (delle donne in primo luogo: le violenze continuano a crescere, poco importa chi siano gli autori, nelle ultime 48 ore due immigrati hanno “pareggiato” con due allievi della scuola di polizia, italianissimi), della dignità delle persone, della giustizia giusta, della solidarietà, della crescita sociale, civile e culturale, del lavoro come valore fondamentale, di tutto quello che è stato sinistra, e che deve continuare ad esserlo. Non ho ricette, ma una sensazione: che dobbiamo stufarci in tanti, di essere presi in giro. Come diceva Cartesio: fare tabula rasa e ricostruire, con metodo. Per noi stessi, per Genova, per questo paese ridicoilizzato. Per i ragazzi e le ragazze che sono davvero i nostri figli, e non per modo di dire.

Scordatevi i fiori, togliete le sciarpe (tricolori)

Marco Bucci ascolta le opposizioni in Sala Rossa l’8 maggio 2018

La Sala Rossa di Palazzo Tursi, sede del consiglio comunale genovese, oggi è impallidita. Nessuno ha buttato l’acido sul tessuto rosso delle poltrone – chissà, magari a qualcuno piacerebbe ritappezzarle in un bel verde acceso – ma quanto si è sentito, dal sindaco Marco Bucci ai banchi della maggioranza, sulla vicenda della sciarpa tricolore indebitamente (o no?) indossata da un consigliere a cui non dispiacciono le idee fasciste della Repubblica Sociale Italiana per andare a omaggiare i morti di Salò, avrebbe sbiancato ben altri colori purpurei.

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Elezioni, da lontano si guarda meglio?

Le elezioni politiche del 4 marzo, piaccia o meno, rappresentano un fatto storico. Così mentre in Italia si discute e spesso ci si arrampica a prevedere maggioranze improbabili, dimenticando i toni apocalittici della campagna elettorale (dove è finita l’emergenza migranti, da un lato? E il rischio dell’onda nera, dall’altro?) e riscoprendo le virtù democristiane dell’intesa ad ogni costo, all’estero ci guardano come un possibile esempio di quello che accadrà a casa loro. Continua a leggere “Elezioni, da lontano si guarda meglio?”

“La ragazza nella foto” premiato dal Presidente Pietro Grasso

Beh, che io e Nerella Sommariva eravamo soddisfatte e anche commosse l’avevo scritto, no? E adesso l’avventura si avvicina. giovedì a Roma in Senato a ritirare dal Presidente Grasso il premio “Memoria e Verità” nell’ambito del PremioFrancoGiustolisi… grazie a Maria e a Manno e alla loro storia! (con una bella soddisfazione anche per Edizioni All Around!)
Grazie a Gianluca Durno per il pezzo su la Repubblica Genova
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